trafilata al bronzo

Ogni italiano consuma 23 kg di pasta all’anno. Lunga, corta, integrale, trafilata al bronzo. La pasta non deve mai mancare sulle tavole del belpaese!

Oggi però vogliamo soffermarci su uno speciale tipo di pasta: quella trafilata al bronzo. Di seguito, approfondiamo le sue origini, caratteristiche e benefici.

Perché nasce la pasta trafilata al bronzo?

I primi pastifici in Italia si diffusero nel Cinquecento, nei pressi della città di Napoli. Il clima mite di questa zona, permetteva di coltivare ed essiccare facilmente il grano duro. Di epoca in epoca, la pasta è sempre stata consumata con del condimento.  Per questa esigenza, bisognava trovare una pasta che trattenesse bene i sughi.

Perciò nacque la pasta trafilata al bronzo!

La pasta trafilata al bronzo, ancora oggi, risulta essere una delle più consumate e amate.

Per capire meglio di cosa si tratta, dobbiamo specificare che la pasta si divide in secca, fresca, speciale e dietetica. La pasta secca, tra tutte la più consumata, si differenzia in trafilata a teflon e trafilata al bronzo. Ma prima di spiegare la differenza tra le due, vediamo come avviene la trafilatura in bronzo.

Come avviene la trafilatura?

Prima di essere trafilata, la pasta deve essere creata e l’impasto lavorato. Nel caso della pasta secca, si utilizza semola di grano duro, farina di grano tenero e uova fresche.
Dopo aver ottenuto l’impasto, esso deve essere steso. A livello amatoriale, in casa si utilizza stenderla con il mattarello. I pastifici utilizzano invece un utensile che da forma alla pasta e prende il nome di trafila.

La trafilatura è un processo attraverso cui l’impasto di semola e acqua viene fatto passare per estrusione o compressione attraverso una trafila dotata di fori dalle varie forme e dimensioni, così da differenziare i formati di pasta.

All’uscita della trafila, sono posizionati dei coltelli che tagliano la pasta, determinandone la lunghezza. Il materiale in bronzo con cui le trafile sono realizzate definisce la caratteristica porosità e la ruvidità esterna della pasta.
I produttori di pasta industriale hanno abbandonato questo metodo tradizionale di trafilatura al bronzo, preferendo quello al teflon.

Qual è la differenza tra pasta trafilata al bronzo e al teflon?

La trafila al teflon rende la pasta più liscia e quindi il risultato è una pasta che non accoglie bene il sugo. La pasta trafilata al bronzo è caratterizzata da una evidente rugosità e una colorazione opaca e grezza e che trattiene meglio i condimenti. 

Le matrici in teflon sono più celeri e scorrevoli, assicurano in definitiva una maggiore velocità di produzione e non necessitano di semole di alta qualità, al contrario della trafilatura in bronzo.

I benefici

Ricapitolando quanto detto, la pasta trafilata al bronzo trattiene ed esalta al meglio tutti i tipi di condimenti.

I costi di produzione della trafilata al bronzo sono maggiori ma la resa ne vale la pena.

Infatti il metallo ha un costo maggiore del teflon e richiede tempi di lavorazione più lunghi. Tuttavia i benefici qualitativi della trafilatura in bronzo sono considerevoli.
Infatti la trafilatura al bronzo si serve di semole di alta qualità e procedimenti di essiccazione molto lunghi. Per questo mantiene le qualità organolettiche e le proprietà nutritive delle materie prime utilizzate: minerali e vitamine, tutto direttamente nel vostro piatto.

Dove acquistarla

Se volete deliziarvi con un buon piatto di pasta trafilata al bronzo, potrete comprarla direttamente sul sito di Vitaly Food, cliccando qui . All’interno troverete i valori nutrizionali della pasta e qualche gustosa ricetta da provare: paccheri alla sorrentina.

Paccheri, spaghetti, penne o cavatelli: ne abbiamo per tutti i gusti e formati. Non resta che scegliere la tipologia che preferite. Nel dubbio, potete farvene una scorta! D’altronde “La vita è una combinazione di pasta e magia”
(Federico Fellini).

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